Alla fiera dell’Est

Alla fiera dell’est …per due soldi l’angelo della morte  tento’ di vendere la mia patria.

Non potendola vendere per intero la fece a pezzi, la divise in tranci, le carni ancora vive schizzavano sangue caldo, ma l’angelo con le mani ancora sporche  offriva la sua mercanzia  “al mercato” con un sorriso bonario e sguardo imbonitore.

Questa e’ la visione che ho quando provo a chiudere gli occhi ed penso alla mia patria.

L’epopea dell’Alitalia cosi’ m’appare : un corpo unico dissacrato da un coacervo di interessi contrapposti, di aspirazioni inconfessabili, di egoismi assunti allo stato dell’arte.

Di chi e’ la colpa non lo sapremo mai, nell’italiota usanza dello scarica barile, nel rinnegare le proprie responsabilita’, nel distrarre l’attenzione, siamo maestri e non abbiamo nulla da imparare da nessuno.

“Un popolo di santi, di navigatori……” come sono lontane le parole incise sul marmo dalla realta’ attuale, sembrano parole degne della preistoria se confrontate alla deriva morale  della nostra nazione.

Non voglio fare il punto sulla telenovela Alitalia, non e’ mio compito e ci sono persone ben piu’ preparate di me, ma non posso esimermi dal fare considerazioni di carattere etico e morale.

Etica e morale, due paroloni giganteschi, due pesi insopportabili per la classe dirigente del nostro paese.

UNo Stato che vive sulle trovate d’ingegno, sulle furbate, sulle astuzie mediatiche, sui colpi bassi, sugli incuici tra finti nemici.

Ecco e’ questo il panorama politico che si offre a chi apre una finestra e guarda dentro la nostra Italia.

Un popolo incapace di un minimo sussulto di dignita’, coscienze anchilosate dal servilismo e dal cinico soddisfacimento delle proprie personali esigenze. Un popolo reso schiavo e contento di questo suo status, plebe che bacia la mano del potente  per averne benevolenza in cambio della propria dignita’.

UN popolo che non vale i due soldi del topolino della fiera dell’est…

Perche’?

Come siamo arrivati a tanta nullita’ , non basteranno chilometriche dissertazioni sociologiche per trovare la risposta e, quand’anche la si trovasse, sarebbe una risposta di comodo perche’ come diceva Brecht :”Rivoltatela come vi pare, prima viene lo stomaco, poi viene la morale.

Questa e’ stata la summa della rielezione del cavaliere al governo: un popolo che per i bisogni dello stomaco ha rinunciato ad ogni tipo di morale.

Ci troviamo dinanzi ad un gruppo di governanti che plaudono se stessi, che s’affrettano  a negare ogni responsabilita’, che si nutrono  del nostro tessuto umano e sociale senza nessun pudore.

“La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator , forbendola a’ capelli del capo ch’elli avea di retro guasto” …l’immagine dantesca del Conte Ugolino che si nutre delle carni dei suoi figli, non ho trovato nulla di piu’ adatto a descrivere  l’odierno rapporto tra il popolo italiano e la sua classe politica di aguzzini.

La colpa e’ nostra, di ognuno di noi nel momento stesso in cui accettiamo di essere parte passiva di questo scempio.

Qualcuno, in un sussulto di rabbia, parla di rivolta armata, di  una tempesta nucleare in grado di radere al suolo tutto questo sistema marcio e malato….io lo approvo, lo comprendo, lo ammiro.

Ormai non e’ piu’ giusto essere armati di sola rassegnazione, occorre armarsi di azione e determinazione nel voler veramente fare una guerra di liberazione.

Le nostre armi devono essere quelle della rivolta morale e sociale, il coraggio di non piegarsi a logiche che tendono a sterminare chi non si omologa.

Va bene  lo sbarramento al 5%, al 10% , non devono essere questi gli ostacoli in grado di scoraggiarci, dobbiamo ritrovare l’unita’ di intenti e la forza di capeggiare  una insurrezione morale che sia in grado di ridarci la nostra dignita’ di cittadini.

Per Alitalia forte deve essere la nostra voce, in grado di bucare la cortina fumogena imposta dai media, forte deve essere il nostro incitamento affinche’ si giunga ad una opera di responsabilizzazione dei lavoratori attrraverso il primo esempio di quella SOCIALIZZAZIONE delle imprese che tanto cara e’ a chi crede nell’uomo in quanto lavoratore.

NOn vendere, non svendere, non far fallire -per consegnare nelle mani del capitalismo squattrinato dei salotti della borghesia italiana- ma affidare agli stessi lavoratori il compito di essere la fenice di se stessi.

Solo cosi’ ripuliremo una azienda che deve essere l’orgoglio dell’Italia dalle mani unte degli speculatori e dei sindacati servi delle opposte fazioni.

Cosi’ torneremo a dare dignita’ a tutti i lavoratori che saranno chiamati in prima persona ad essere PADRONI  di loro stessi.

La terza via e’ la strada che sgretola il muro delle clientele e delle servitu’, che azzera la vilta’ dei fannulloni e degli imboscati…e’ la via di chi vuole tornare a vivere per se stesso e non conto terzi.

La terza via deve essere il nostro credo nel giorno in cui Marina Berlusconi assurge al soglio di Mediobanca.

Clicca qui e vota questa citazione!Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre crescenti: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me.Leggi i commenti. Immanuel Kant.

Una risposta a Alla fiera dell’Est

  1. Legionario Victor, dormiente scrive:

    PER TUTTI GLI AMICI DEL NON CAMERATA FRANCESCO STORACE E DEGLI AMICI DELLA NON CAMERATA LUISA REGIMENTI CHE NON SANNO COSA SIA LA “TERZA VIA”
    1)SOCIALIZZAZIONE delle imprese che tanto cara e’ a chi crede nell’uomo in quanto lavoratore.
    2)Affidare agli stessi lavoratori il compito di essere la fenice di se stessi.
    3)Un’ azienda deve essere l’orgoglio dell’Italia dalle mani unte degli speculatori e dei sindacati servi delle opposte fazioni.
    4)I lavoratori saranno chiamati in prima persona ad essere PADRONI di loro stessi.

    La terza via e’ la strada che sgretola il muro delle clientele e delle servitu’, che azzera la vilta’ dei fannulloni e degli imboscati…e’ la via di chi vuole tornare a vivere per se stesso e non conto terzi.

    QUI RIPOSA IN PACE IL CAMERATA LEGIONARIO VICTOR.

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