RAZZISMO O GUERRA TRA POVERI ?

Lo spunto per queste riflessioni parte dagli episodi degli ultimi giorni e sulla strenua necessita’ da parte della “disinformatia” della sinistra di appioppare delle responsabilita’ -vere o presunte, non fa differenza- alla controparte politica.

Questa manovra, brillantemente coordinata dai media della carta stampata e delle televisioni , ha trovato il suo apice ieri sera  durante la trasmissione di ANNOZERO, quando si e’ data voce ad una sola campana  e ci si e’ affaticati a dare una lettura molto di parte di cifre e dati che sono e restano, comunque, di grande allarme sociale.

Il binomio fascista-razzista e’ il sale di tutto il discorso tenuto da Santoro come se, ogni Italiano che sbotta contro un immigrato debba necessariamente avere in tasca la tessera di un partito di destra e non possa invece essere semplicemente  una persona stressata ed incattivita  da anni di malapolitica e di mancate scelte chiarificatrici da parte delle forze politiche che in questo paese hanno governato e, di fatto, includendo anche  la sinistra nel computo delle responsabilita’.

La mancanza di una visione politica sull’insieme dei fenomeni migratori e’ la causa primaria del sotterraneo e continuo ingigantimento delle polveriera umana e sociale sulla quale volenti o nolenti tutti siamo seduti. I provvedimenti spot dei ministri del governo Berlusconi -  Stanlio e Olio del firmamento politico italiano- che pretendono di risolvere ogni cosa  con i militari in gita nelle strade e conferendo ai sindaci la qualifica di sceriffi, sono il campanello di allarme  di una miopia che trasla la realtà a fenomeni di metafisica idiozia.

Al marchio dell’umana imbecillita’ non si sottrae neanche la trasmissione di Anno Zero nella quale si accosta una esecuzione camorrista -feroce, militaresca, strafottente- al razzismo strisciante delle popolazioni campane. Mai nulla fu piu’ falsamente manipolato: pensare che gli interessi camorristici possano interessarsi al colore della pelle al punto da innescare un massacro che ha come contropartita, solo l’acuire dei tentativi di contrasto dei fenomeni criminali da parte dello stato.

I napoletani, cittadini del mondo, un popolo da secoli abituato geneticamente  a mescolarsi con altri popoli, una terra che ha avuto padroni arabi, spagnoli, francesi etc etc ora di punto in bianco  diventa il luogo della caccia al nero, il ghetto sudafricano dello sfruttamento e della schiavitu’?

Caro Santoro, c’e’ troppa presunzione nel quadro che e’ venuto fuori dalla tua trasmissione e le scuse alla gente della Campania sarebbero un atto dovuto, a mio giudizio. Migliaia sono gli immigrati, i clandestini, gli sfruttati che hanno trovato rifugio e lavoro in quella terra, tra quella gente.

Un popolo che in quest’ ultimo decennio ha diviso e condiviso il proprio pane con tutti : dai polacchi agli albanesi, dai curdi agli africani. Ora e’ il pane a mancare, il lavoro e condizioni sostenibili,  una qualita’ di vita che non sia esclusiva sopravvivenza ma che abbia il sapore della dignita’ di sentirsi cittadini di una nazione. Tra i neri di ieri visti in tv e la povera gente che abita nei bassi di napoli e che gioca a palla con “le zoccole ” nell’immondizia non vedo differenza, non vedo il bianco o il nero, vedo lo stesso degrado disumanizzante  .

La situazione economica in crisi profonda, l’ansia per un domani che e’ pieno di paura e di incertezze sono il carburante per quella guerra tra poveri che e’ sotto gli occhi di tutti e che tutti fanno finta di non vedere lanciandosi in goffe diatribe ideologiche che sono tanto risibili quanto inutili.

I poveri non sono razzisti ma ognuno lo diventa se la propria esistenza e’ in pericolo. Non e’ dogmatismo ma sociologia spicciola, caro Santoro. Addossiamo tutto al fascista di turno, soffiamo sul fuoco razziale e l’unico risultato sara’ stato quello di acuire uno stato di perenne allarme sociale e di derive incontrollabili.

Il paese ha bisogno di scelte chiare e di una politica lungimirante che non puo’ essere ne’ la politica delle sanatorie incondizionate ne’ quella delle espulsioni in massa. L’una e l’altra via  sono incomplete e rappresentano una risposta irrazionale e demagogica in ogni caso. Non comprendere lo stato di malessere che  provano gli italiani in fila per una casa popolare o per un asilo e’ lo stesso errore che commette chi pensa di poter ergere un muro in grado di proteggere il nostro piatto da un miliardo di affamati.

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